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VINCITORI al Festival internazionale di poesia
December 09, 2013 02:56 PM PST
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Abbiamo vinto il concorso Insegnapoesia indetto dal Festival internazionale di poesia di Genova.
Siamo stati premiati grazie a questa rubrica di podcasts poetici e alla rubrica poesiarte (in collaborazione con i ragazzi di Finestre sull'arte), in cui mettiamo a confronto i più celebri testi in rima della nostra tradizione letteraria con le più grandi opere d'arte.
Di seguito la motivazione formulata dai giurati del concorso:

"...per l'interessante e innovativo uso di nuove tecnologie e internet per la conoscenza e l'analisi della poesia, volti a una produzione di moduli didattici multimediali realizzati dagli stessi studenti; per la rete di collaborazioni che il progetto ha saputo costruire con la possibilità di un continuo sviluppo; per la facilità di realizzazione e reiterazione in qualsiasi grado scolastico e il coinvolgimento degli studenti nel processo didattico".

Terzi classificati al concorso della "Fondazione Giorgio Gaber"
December 09, 2013 02:54 PM PST
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Il nostro podcast di confronto tra le poesie di Petrarca e le canzoni di Giorgio Gaber (potete ascoltarlo nelle puntate precedenti), sale sul podio della seconda edizione del concorso "Progetto Gaber - Parole per pensare", organizzato dal Ministero dell'Istruzione e dalla Fondazione milanese.

Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento in nome di uno dei più grandi artisti italiani.

GIORGIO GABER
June 23, 2010 05:07 AM PDT
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L’amore inteso come un sentimento profondo e non un semplice pretesto per unirsi a qualcuno e vincere così la solitudine.

Proposito d’amare è una canzone di Giorgio Gaber che è un inno all’amore, proprio come le rime del Canzoniere di Petrarca. …senza due corpi e due pensieri differenti finisce il mondo.

PETRARCA
June 23, 2010 04:51 AM PDT
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Una delle tre corone del 1300. Uno dei nostri poeti più amati. Lavorò per quasi 40 anni al suo Canzoniere, che lo impegnò fino alla morte. Protagonista vero di questa raccolta poetica è lo stesso Petrarca con i suoi conflitti interiori, quando ci parla della solitudine, del trascorrere inesorabile del tempo, della vecchiaia, della morte, ma anche dell’amore, e naturalmente di Laura. La puntata è arricchiata da alcune considerazioni sulla donna dell'artista Gaber tratte da Secondo me la donna.

DE ANDRÉ
February 15, 2010 01:31 PM PST
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Una tradizione, quella di attingere al patrimonio poetico del passato per comporre le proprie canzoni. Una pratica che contraddistingue i musicisti francesi come George Brassens - musicherà ben 16 poesie nei suoi primi 12 dischi - di cui De André seguirà l'esempio, mettendo in musica il sonetto dell’Angiolieri.
Tre personaggi, vissuti in tempi e luoghi diversi.
Eppure tutti accomunati dalla voglia di denunciare e controbattere i mali del mondo con la loro creatività, fatta di canzoni e di poesie.

CECCO ANGIOLIERI
February 15, 2010 01:22 PM PST
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La poesia giocosa di uno scrittore senese del 1200.
Uno dei suoi sonetti più celebri: s'io fóssi fòco.

Ascoltiamo la puntata e uniamoci alle grasse risate di chi, durante le veglie trascorse a bere alla taverna, ascoltava componimenti di questo genere, scritti da poeti come Cecco, bonari e goderecci, che amavano denunciare i mali della vita e della società con la satira dei loro versi in rima.

La lettura è di Vittorio Gassman.

VECCHIONI
January 09, 2010 08:32 AM PST
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Luci a San Siro, una canzone decadente, romantica, come è stata definita dallo stesso Vecchioni. Un brano in cui il cantautore ricorda i suoi vent’anni, la sua ragazza, la sua Milano. Come già in Pascoli, anche qui è il ricordo ad essere protagonista: il passato giace inerme nella nostra coscienza e a risvegliarlo è spesso sufficiente un episodio che accade nel presente, un colore, un odore, un elemento della natura. È forse la nebbia di Milano a far riaffiorare alla mente del cantante le cose belle della sua gioventù, che tuttavia non possono più tornare. Il ricordo, come nel componimento pascoliano, porta con sé una faccia serena, felice, assieme ad un’altra carica di amarezza e dolore.

PASCOLI
January 09, 2010 08:27 AM PST
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Un componimento in terzine, L'Aquilone, in cui la penna del poeta-fanciullino, abituata a leggere la vita nella semplicità delle piccole cose di ogni giorno, ritrae un tragico episodio d'infanzia: la morte di un giovane amico. Vero protagonista di questa poesia è tuttavia il ricordo, quell'atto del ricordare rappresentato come una medaglia a due facce, perché in grado di riaccendere nell'animo umano sentimenti di pura nostalgia e dolcezza, ma capace anche di far rivivere momenti di dolore. Sarà questo aspetto duplice del ricordo il cardine degli studi sulla memoria.

CELENTANO
January 09, 2010 08:19 AM PST
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L'Arcobaleno: una canzone capolavoro, frutto della collaborazione tra Gianni Bella (musica), Mogol (testo) e Celentano (voce). Una canzone ancora oggi avvolta dal mistero, perché il modo in cui Mogol si dice abbia scritto questo pezzo è davvero singolare: lo spirito di Battisti, attraverso una medium, fa recapitare a Mogol una poesia, dalla quale egli trae il testo per la canzone. Nasce in questo modo l'Arcobaleno. Nella sua lirica Foscolo parla del fratello, la cui giovinezza è stroncata prima del tempo. Una persona cara, scomparsa prematuramente, come l'amico Battisti cantato da Celentano. In entrambi i componimenti la morte dà pace e serenità. La quiete dell’ultimo porto che ci attende, quella quiete pregata e quasi desiderata da Foscolo, è il piacere infinito della canzone. La tomba del fratello Giovanni, ovvero quella sepoltura intesa come l’ultimo vero legame con i nostri cari, è l’arcobaleno di Mogol, Celentano e Battisti, simbolo di un messaggio d’amore eterno.

FOSCOLO
January 09, 2010 08:09 AM PST
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La lontananza dalla patria e dalla propria famiglia, la madre anziana e sola, il suicidio del fratello, sono i temi dominanti della lirica "In morte del fratello Giovanni". A questi argomenti si contrappone il problema della sepoltura, perché la tomba del giovane fratello diventa fulcro degli affetti di una famiglia. È proprio sulla tomba di Giovanni che, idealmente, si ricostituisce quell'unità familiare spezzata dall'avverso destino. La tomba diventa già qui quella "corrispondenza d'amorosi sensi" che sarà al centro dell'opera più celebre del poeta: i Sepolcri.

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